(e dopo Elizabeth.. chi è la vostra preferita??)
4. Elionor 5. Marianne 6. Fanny
7. Mary Crowford 8. Anne 9. Catherine




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"Non possiamo stare senza Jane Austen. Perché? Tra gli appuntamenti letterari di rilievo per capire che rivoluzione fu il romanzo nell’800 e perché esso continui a parlare anche per questo tempo, c’è quello con la “sorella minore di Shakespeare” – come la definì G. H. Lewes. Il “caso austeniano” ha la capacità di aizzare continui dibattiti critici: l’autrice è estremamente amata oppure altrettanto odiata, come ha lasciato intendere Mark Twain, che, davanti ad Orgoglio e Pregiudizio, veniva preso da un’incontrollabile “voglia di dissotterrarla e picchiare il cranio con la sua stessa tibia” (però la leggeva!). Cosa si cela dunque dietro la commedia umana che Miss Austen, nata a Steventon l’anno 1775, ci ha consegnato in sei tomi e poco più, e di cui il cinema continua ad impadronirsi? (*)Una recensione che condivido completamente e soprattutto nei passaggi dedicati alla scrittrice Jane ! E voi che ne pensate ?! Volete scrivere la vostra recensione.. o il vostro commento sulle tante e interminabili trasposizioni Austen ?!
Non certo la realtà a senso unico e semplificata di chi, ai tempi, considerava Orgoglio e Pregiudizio, Emma e gli altri libri alla stregua di romanzetti rosa, ma la voce di un’intelligenza arguta, dotata di un’ironia pungente e talvolta amara. Una “disegnatrice di caratteri, la più perfetta artista tra le donne” – disse di lei, molti anni dopo, Virginia Woolf, sottolineandone così la suprema oggettività, in prodigioso equilibrio tra i due secoli tumultuosi a cavallo dei quali scrisse.
Una “sociologa”, insomma, che ha attraversato la Storia riproponendola in un microcosmo provinciale/universale, per inquadrarne i tipi umani. Per questo il cinema continua a trasporre le storie nate dalla Austen, grata che la porta dell’umile salottino cigolasse, permettendole di nascondere in tempo le “sudate carte” alla vista di chiunque. Risale al 1940 il primo apprezzabile, ma per certi versi ingenuo tentativo con Orgoglio e Pregiudizio, in cui vestì i panni dell’introverso Mr Darcy un perfetto Laurence Olivier nel pieno della carriera. Ben 65 anni dopo, il romanzo fa ritorno sul grande schermo con la Working Title Films.
La sceneggiatura ha attinto a piene mani dalla superba prosa austeniana, dando vita a un film che “ha cercato di esserne l’equivalente diegetico”, ha dichiarato il regista Joe Wright. È stato possibile mettendo a fuoco il particolare – nei costumi, negli ambienti, nelle musiche – che non è solo cornice estetica, ma vigorosa pennellata dell’autrice su una tela magari di breve raggio geografico, ma ricca di profondità e prospettive: un’opera realista, specchio di ieri e di oggi.
Il casting è coerente: ai mostri sacri Judi Dench e Donald Shuterland (Lady Catherine e Mr Bennet) si sono affiancate giovani promesse, tra cui l’incantevole astro nascente inglese Keira Knightley, nomination agli Oscar come “miglior attrice protagonista”. Completa il quadro la colonna sonora del pisano Dario Marianelli (poco noto, ma veterano della musica da film, recente autore anche di quella per I fratelli Grimm e l’Incantevole Strega).
Wright ha citato la prima sonata per piano di Beethoven come chiave d’ispirazione e Marianelli è partito con l’idea di scrivere un tipo di spartito che anche Jane Austen potesse aver ascoltato; una musica che fosse sottofondo alle risate di Lizzy, agli schiamazzi delle sorelle minori, ai rumori della farm, punteggiatura di un quotidiano che Jane Austen ha vissuto e fatto vivere alle sue eroine, giovani o addirittura adolescenti, che si guardano attorno con ardore e giungono, attraverso l’innamoramento e la sofferenza, alla consapevolezza di sé; oppure degenerano e diventano “pecorelle smarrite”.
L’intelligente e anticonformista Elizabeth ha 20 anni, Mr Darcy 28 e la testa calda dei Bennets, Lydia, addirittura 15.
L’emotività che provano è quella dei giovani che amano per la prima volta. Tutto riecheggia in una colonna sonora soave quanto incisiva, perché centrata, in un crescendo, sull’eroina Elizabeth Bennet, sui suoi vissuti e stravolgimenti interiori: ecco che gli assoli di pianoforte diventano la voce del suo spirito indipendente e pieno di vita, e dello scorrimento della trama, ricordando lo stile della sonata dell’epoca. Momento incipitario del film è la soggettiva, accompagnata dal delicato “tema di Elizabeth” – (...) Tante altre efficaci note – dai fiati e tamburi della marcia della milizia, all’assolo di sensuale clarinetto per Lizzy nella “Galleria delle sculture”, al folk dei balli di società – fanno della colonna sonora la fresca trasposizione del “frammento di un’epoca” che certamente Miss Austen avrebbe apprezzato.
Da Il Giornale di Brescia , 13 febbraio 2006 - la fonte -
Ecco il VOSTRO SPAZIO
Buon lavoro mie care Recensiste!
Sense & Sensibility (1995) di Ang Lee
Persuasion (1995) di Roger Mitchel
Emma (1996) di Douglas Mac Grath
Mansfield Park (1999) di Patricia Rozena
Pride & Prejudice (2005) di Joe Wright
Lettera del Capitano Wentworth a Anne Elliot
"Non posso più ascoltare tacendo. Devo parlarvi con i mezzi che ho a disposizione. Voi mi trafiggete l'anima.Io sono tra l'agonia e la speranza. Non ditemi che è troppo tardi, che questo prezioso sentimento è svanito per sempre. Vi offro di nuovo il mio cuore, vi appartiene ancor più di quando otto anni e mezzo fa voi quasi me lo spezzaste. Non dite per carità che l'uomo dimentica più della donna, che il suo amore è più rapido a morire. Non ho mai amato nessuna all'infuori di voi. Posso essere stato ingiusto, forse debole e offeso, ma incostante mai. Solo voi mi avete condotto a Bath. Penso e faccio progetti solo per voi. Non ve ne siete accorta? Possibile che non indoviniate i miei desideri? Non avrei atteso neanche questi dieci giorni se avessi conosciuto i vostri sentimenti. Devo andare senza conoscere il mio destino ma tornerò qui o vi seguirò non appena possibile. Una parola, uno sguardo saranno sufficienti a farmi entrare in casa di vostro padre questa sera o mai più."
Frederik Wentworth
da "Persuasione"
Potrete aggiungere TITOLI DI LIBRI anche voi a questa lista e fare di questa,la VOSTRA LISTA Personale!!!
Ecco la mia LISTA DI LIBRI DA LEGGERE per la maggior parte consigliati dalle fan del Club Sofa and Carpet di Jane Austen su FB!
(di Carrie Bebris):: 28 Novembre 2010 ::Aggiungi il TUO TITOLO
e lo inseriremo nell'ELENCO

Posso consiglairti anche tutti i libri di Edith Warthon? non pienamente periodo vittoriano maaaaaa.... bellissimo i Bucanieri, Raggi di luna, e l'usanza del paese... sempre enrica topo di libreria (Enrica)
3 libricini impolverati trovati in soffitta qualche anno fa, da lì in poi mi si è aperto un mondo...
Allora aggiungerei:
Noemi
"Mr. Thornton eroe del mese?, il cinico proprietario del cotonificio di Milton, simbolo infernale dell' industrializzazione e della miseria sociale? Sei proprio sicura, cara Francy? E se il suo cotton mill è l’inferno, Thornton non sarà per caso il diavolo? Ed in effetti, come ce lo presenta la bellissima fiction prodotta dalla BBC, al suo primo apparire Mr. John Thornton (aka Richard Armitage) ci abbaglia come fosse satana in persona,con il suo abito diabolicamente nero, alto e imponente, magnetico e per niente amichevole. I fiocchi bianchi di cotone vorticano intorno a lui come le fiamme dell’inferno mentre con rabbia scatena la sua punizione contro un operaio reo di aver fumato (rischio incendio altissimo, nell’inferno di un cotonificio). Così, apparentemente freddo e crudele e breathtaking, lo incontra per la prima volta la forse fin troppo zuccherosa (nell’interpretazione di Daniela Denby Ashe) Margaret. Che in lui identifica il male di una società votata solo al guadagno, priva di ogni cultura, umanità e di comprensione per i deboli e i poveri. L’attenzione si concentra subito sugli occhi di Thornton, blu come il cielo (singolare colore per Mr. Devil in persona), capaci di incenerire con un solo sguardo non solo i suoi operai-schiavi e la perfettina Meg (inorridita dal comportamento violento dell’uomo, ma inevitabilmente attratta da lui), ma soprattutto noi, povere spettatrici, che diventiamo in quel preciso istante vittime del fascino di Armitage-Thornton.Se fosse davvero il diavolo, firmeremmo per vendergli l’anima senza pensarci due volte. E da quel momento non aspettiamo che lui, il cuore che batte all’unisono con quello della ritrosa e sdegnosa Margaret: quando entra in scena, non ce n’è per nessuno. Ogni suo apparire, è un sospiro, e uno sguardo perso nel vuoto.Un po’ come ci capita con Darcy, anche se Thornton è apparentemente agli antipodi di Darcy. Naturalmente, oltre all’amore nei confronti di un personaggio passionale e in perenne conflitto con se stesso come quello di Thorton, che cresce e si trasforma e si rivela in tutta la sua complessità con il procedere della storia, ci sono molte altre ragioni per rivedere North and South della Gaskell versione BBC, le solite valide ragioni che ci portano ad amare tutti o quasi i romanzi storici firmati dalla tv inglese: ricostruzione storica di pregio, eleganza, attori con le facce (a volte neanche belle) che più tipicamente inglesi di così non si può, ottima recitazione (soprattutto se in lingua originale) e naturalmente, anche se è ovvio, grandissime storie e grandissimi personaggi, visto che sono quelli dei classici della letteratura inglese. E questo North and South, che casualmente mi è capitato di rivedere non più di un paio di mesi fa, firmato da Andrew Davis, regista e sceneggiatore di molte riduzioni BBC (tra cui anche quella di Pride and Prejudice e di Wives and Daughters), rimane, come diresti tu, Francy, tra le fiction storiche una delle più indimenticabili. Grazie anche al nostro eroe del mese. O soprattutto?"
Continua la recensione se vuoi..
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